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Sei novizi professano i loro primi voti nelle Filippine: “La professione non è una fine, ma l’inizio di una risposta quotidiana”

Sei novizi hanno professato i loro primi voti come Agostiniani Recoletti ad Antipolo (Filippine). L'omelia di fra Bernard Amparado e il messaggio dei neoprofessi hanno sottolineato la fedeltà, la preghiera e la misericordia di Dio.
Nuovi Agostiniani Recoletti filippini 2026

Sei novizi della Provincia di San Ezequiel Moreno emettono la loro professione semplice come Agostiniani Recoletti, nelle mani di Fra Bernard C. Amparado, Priore Provinciale della Provincia di San Ezequiel Moreno, presso il Noviziato San Ezequiel Moreno, ad Antipolo City (Filippine). Durante la celebrazione hanno emesso pubblicamente i voti di povertà, castità e obbedienza, compiendo un nuovo passo nel loro cammino di sequela di Cristo secondo il carisma Agostiniano Recoletto.

I nuovi professi sono fra Bonnie R. De Guzman, fra John Reynan C. Rosie, fra Christian Joseph T. Codilla, fra Roque James G. Sabas, fra Jiego Louis H. Bautista e fra Sean Cass L. Alvarez.

“La professione semplice segna l’inizio di un cammino di fedeltà”

Nell’omelia, il priore provinciale della Provincia di San Ezequiel Moreno, fra Bernard C. Amparado, OAR, ha invitato i sei nuovi professi a contemplare la professione religiosa non come una meta raggiunta, ma come l’inizio di un cammino che dovrà rinnovarsi ogni giorno.

“È semplice non perché manchi di splendore o importanza, ma perché segna l’inizio di un cammino di fedeltà per tutta la vita”, ha spiegato. “È un ‘sì’ umile, ma coraggioso, che dovrà rinnovarsi ogni mattina, rafforzarsi nei momenti di gioia e mettersi alla prova nei tempi di difficoltà.”

Il religioso ha ricordato che, sebbene nel linguaggio della Chiesa si parli di “professione semplice”, in realtà non c’è nulla di semplice nella vita consacrata. Al contrario, si tratta del fondamento su cui inizia una configurazione progressiva con Gesù Cristo.

Più che un insieme di promesse, ha affermato, la professione religiosa è prima di tutto una relazione con Cristo. “Sì, facciamo promesse a Dio, ma, soprattutto, approfondiamo la nostra relazione con Lui. Il religioso permette a Dio di abbracciarlo con il suo amore fedele”.

Da questa relazione nascono i voti di povertà, castità e obbedienza, che ha definito come “segni di un cuore che ha scoperto un tesoro più grande di tutto ciò che il mondo può offrire”. La povertà proclama che Cristo è la vera ricchezza; la castità manifesta un amore aperto e universale, capace di accogliere tutti; e l’obbedienza esprime il desiderio di fare propria la preghiera di Gesù: “Non sia fatta la mia volontà, ma la tua”.

“Non guardate la vostra debolezza; guardate il Crocifisso”

Rivolgendosi direttamente ai sei nuovi professi, fra Bernard ha ricordato loro che la vocazione non si sostiene per le proprie capacità, ma per la grazia di Dio.

“Ci saranno giorni di aridità, momenti di dubbio e domande difficili. Ma colui che vi ha chiamati rimane sempre fedele. Dio non vi chiede perfezione, ma perseveranza, umiltà e un cuore che torni sempre a Lui.”

Ha anche ricordato loro che entrano in una comunità formata da persone fragili, non da santi perfetti. Tuttavia, ha assicurato che proprio lì, sostenuti dalla grazia, i religiosi imparano a rialzarsi dopo ogni caduta e a camminare insieme verso la santità.

In uno dei momenti più significativi dell’omelia, il priore provinciale li ha invitati a non fissarsi sui propri limiti nell’avvicinarsi all’altare per firmare i voti.

“Non guardate la vostra debolezza. Come Pietro, quando volle avvicinarsi al Signore confidando unicamente nelle proprie forze, iniziò ad affondare. Mantenete gli occhi fissi sul Crocifisso e sull’Eucaristia. Lo stesso Cristo che vi ha chiamati sarà colui che vi sosterrà da oggi e per tutta la vostra vita.”

Infine, ha ricordato che la professione temporanea costituisce un tempo per approfondire la vocazione e innamorarsene sempre di più, prima di incoraggiare familiari, amici e tutta la Famiglia Agostiniana Recoletta a continuare ad accompagnare con la preghiera coloro che hanno risposto alla chiamata di Dio, perché “nessuna vocazione si vive in solitudine”.

“Non perché siamo degni, ma per la sua infinita misericordia”

A nome dei sei nuovi professi, fra Bonnie R. De Guzman ha rivolto alcune parole di ringraziamento. La frase che ha articolato tutto il suo discorso è stata una costante professione di fede:

“Non perché siamo degni, ma per la sua infinita misericordia e compassione.”

Il neoprofesso ha spiegato che la professione religiosa non può essere intesa come un diploma o un premio, ma come l’inizio di un cammino di dedizione che dovrà rinnovarsi per tutta la vita.

“Non esiste un diploma quando si tratta della professione religiosa”, ha affermato. “Più che congratularci dicendo ‘Buon diploma’, forse il miglior augurio sia: ‘Persevera nella tua vocazione’.”

Ha ricordato che amare Dio e il prossimo, primo insegnamento di sant’Agostino, è un compito esigente: rinunciare alle ricchezze per il Regno, mettere da parte i propri interessi per il bene comune e imparare a obbedire anche in mezzo alla paura. Tuttavia, ha sottolineato che lo stesso sant’Agostino offre la via per renderlo possibile: iniziare tutto dall’amore e sostenerlo sempre con la preghiera.

Una richiesta a tutta la Famiglia Agostiniana Recoletta

Il momento più emozionante è arrivato alla fine del suo intervento, quando, a nome dei sei nuovi religiosi, ha rivolto una richiesta a tutta la Famiglia Agostiniana Recoletta e a coloro che accompagnano la loro vocazione.

“Dopo questa celebrazione, vi chiediamo di continuare a pregare per noi. Che Dio ci conceda la grazia della fedeltà, della perseveranza e della costanza nella vocazione che abbiamo scelto di amare.”

Ha affidato questo cammino all’intercessione di sant’Agostino, di san Giuseppe —protettore dell’Ordine—, di Nostra Signora della Strada, patrona del noviziato, di san Ezequiel Moreno e di tutti i santi Agostiniani Recoletti, affinché ogni giorno possano ricordare che la loro vocazione non nasce dai propri meriti, ma dalla “infinita misericordia, compassione e amore di Dio”.

La celebrazione si è conclusa con un ringraziamento condiviso insieme alle famiglie, ai formatori, ai religiosi, alle religiose, ai benefattori e ai membri della Famiglia Agostiniana Recoletta, che hanno accompagnato questo nuovo passo vocazionale con la preghiera e la gioia.

Con questi primi voti, i sei giovani iniziano ufficialmente una nuova tappa di formazione e consacrazione, rispondendo alla chiamata di Dio a vivere “con un cuore solo e un’anima sola protesi verso Dio”, come propone sant’Agostino.

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