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Il cardinale Omella propone sant’Ezechiele Moreno come esempio di speranza di fronte alla sofferenza

Il cardinale Juan José Omella dedica la sua lettera domenicale su La Vanguardia a sant'Ezechiele Moreno, evidenziandolo come esempio di missione, speranza e fede.
San Ezequiel Moreno

Fonte: La Vanguardia e Arcivescovado di Barcellona. Il cardinale arcivescovo di Barcellona, Juan José Omella, ha dedicato la sua lettera domenicale pubblicata su La Vanguardia alla figura di sant’Ezechiele Moreno. In essa presenta il santo agostiniano recolletto come un pastore vicino ai più vulnerabili e una testimonianza di fiducia in Dio di fronte alla malattia.

Lettera Domenicale Arcivescovo di Barcellona, fonte: Arcivescovado di Barcellona

Il cardinale arcivescovo di Barcellona, Juan José Omella, ha voluto far conoscere a migliaia di lettori la figura di sant’Ezechiele Moreno. Lo ha fatto nella sua lettera domenicale «Pastore, missionario e difensore dei vulnerabili», pubblicata dall’Arcidiocesi di Barcellona e riprodotta nelle pagine de La Vanguardia, dove ricorda la vita e la testimonianza del santo agostiniano recolletto in occasione della vicinanza della sua festa liturgica.

Dall’inizio della sua riflessione, Omella spiega che è stato durante i suoi anni come vescovo della diocesi di Calahorra e La Calzada-Logroño che ha scoperto la figura di sant’Ezechiele Moreno, nato ad Alfaro (La Rioja), un incontro che, come afferma, ha segnato profondamente il suo ministero episcopale.

«Ho conosciuto la vita di un santo che ha segnato il mio ministero… Mi riferisco a sant’Ezechiele Moreno, un esempio di dedizione missionaria e di speranza di fronte alla sofferenza», scrive il cardinale.

Un pastore che ha fatto della malattia un cammino verso Cristo

Nella sua lettera, l’arcivescovo di Barcellona ripercorre i momenti principali della vita del santo agostiniano recolletto: la sua nascita ad Alfaro, la sua vocazione missionaria nelle Filippine, il suo servizio come vescovo di Pasto (Colombia) e la sua costante vicinanza ai poveri, ai malati e ai più vulnerabili.

Un’attenzione speciale è dedicata all’ultima tappa della vita di sant’Ezechiele Moreno. Omella ricorda che, dopo la diagnosi di un tumore mascellare, il vescovo ha affrontato la malattia con una profonda serenità cristiana, trasformando la sofferenza in un’opportunità per unirsi più intimamente a Gesù Cristo.

Il cardinale riassume questa testimonianza con una frase che risalta nella sua pubblicazione:

«Sant’Ezechiele Moreno ha vissuto la sua malattia come un’opportunità per unirsi a Gesù Cristo».

Per Omella, la santità di sant’Ezechiele non è consistita nell’evitare la sofferenza, ma nel viverla con fede, mostrando che l’amore di Dio può illuminare anche i momenti più difficili dell’esistenza. Allo stesso modo, invita a raccomandare alla sua intercessione coloro che attraversano la malattia, ricordando che è stato canonizzato da san Giovanni Paolo II nel 1992 e che oggi è riconosciuto come patrono dei malati di cancro.

Un legame storico con la Famiglia Agostiniana Recolletta

Il riferimento del cardinale Omella a sant’Ezechiele Moreno ha anche un interessante retroscena storico per la Famiglia Agostiniana Recolletta.

Durante i primi anni del suo ministero episcopale, Juan José Omella ha esercitato come vescovo ausiliare di Saragozza, un’arcidiocesi dove l’Ordine degli Agostiniani Recolletti mantiene una presenza storica. In quel periodo, tra il 15 luglio 1996 e il 29 ottobre 1999, è stato nominato vescovo titolare dell’antica diocesi di Sasabe, una sede che conserva un significato speciale per l’Ordine, poiché anni prima era stata anche la sede titolare di monsignor Alfonso Gallegos, OAR, venerabile vescovo ausiliare di Sacramento e una delle figure più amate dell’episcopato agostiniano recolletto.

Dopo la sua nomina a vescovo di Barbastro-Monzón, e successivamente in altre responsabilità pastorali, le traiettorie dell’attuale arcivescovo di Barcellona e dell’Ordine hanno smesso di coincidere in una stessa diocesi. Tuttavia, è stato durante il suo ministero alla guida della diocesi di Calahorra e La Calzada-Logroño (2004-2015) che ha potuto conoscere da vicino la vita di sant’Ezechiele Moreno, figlio di quella terra di Rioja.

Non manca di significato il fatto che questo incontro con la storia del santo agostiniano recolletto sia rimasto riflesso ora in una lettera rivolta a migliaia di lettori, in cui Omella presenta sant’Ezechiele come un pastore che continua a illuminare la Chiesa di oggi con la sua dedizione missionaria, il suo amore per i più vulnerabili e la sua fiducia incrollabile in Dio anche in mezzo alla sofferenza.

Un santo che continua a parlare alla Chiesa di oggi

La pubblicazione di questa lettera rappresenta un nuovo riconoscimento ecclesiale dell’attualità del messaggio di sant’Ezechiele Moreno. Più di un secolo dopo la sua morte, la sua vita continua a essere presentata come esempio di dedizione missionaria, vicinanza ai più poveri e speranza cristiana di fronte al dolore.

Che il cardinale Juan José Omella abbia voluto dedicare la sua riflessione domenicale alla figura del santo agostiniano recolletto, utilizzando inoltre un mezzo di ampia diffusione come La Vanguardia, costituisce una nuova opportunità per avvicinare la sua testimonianza a un pubblico sempre più vasto e ricordare la validità di un pastore che ha fatto della sua vita — e anche della sua malattia — un cammino di unione con Cristo.

L’eredità di sant’Ezechiele continua a vivere accanto a chi soffre

Fedeli all’eredità di sant’Ezechiele Moreno, gli Agostiniani Recolletti continuano ad accompagnare oggi chi attraversa la malattia e la sofferenza. Lo fanno in molti modi nel loro lavoro pastorale, ma anche attraverso la Rete di Preghiera Sant’Ezechiele Moreno, un’iniziativa che offre uno spazio di conforto spirituale per i malati, i familiari e tutte quelle persone che desiderano mettere le proprie preoccupazioni nelle mani di Dio.

Attraverso questa rete, chiunque può affidare le proprie intenzioni di preghiera, che vengono accolte da una comunità di monache agostiniane recollette di clausura. Dal silenzio dei loro monasteri, queste religiose sostengono con la loro preghiera quotidiana chi vive momenti di malattia, incertezza o dolore, prolungando così lo spirito di vicinanza e speranza che ha caratterizzato la vita del santo di Rioja.

In questo modo, l’invito del cardinale Omella a guardare a sant’Ezechiele Moreno non solo ricorda la figura di un grande missionario e pastore, ma mette in evidenza una spiritualità che continua a dare frutti nella Chiesa. Il suo esempio continua a ispirare la Famiglia Agostiniana Recolletta a stare vicino a chi soffre di più, convinta che nessuna preghiera cada nel vuoto e che, anche in mezzo alla malattia, Cristo continui a farsi presente attraverso la fede, la comunità e la speranza.

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