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“Il Signore ci mantiene in cammino”: lettera missionaria di Mons. Emiliano Cisneros, OAR

Mons. Emiliano Cisneros, O.A.R., condivide la sua lettera missionaria dal Perù: una vita in cammino, al servizio dei poveri e una chiamata per tutta la famiglia recolletta.
Mons. Emiliano Cisneros
Monsignor Emiliano A. Cisneros Martínez, O.A.R. (Almazul, Soria, 1945), missionario agostiniano recolletto e vescovo emerito in Perù, inaugura la sezione “Lettere di raccolta” con una lettera fraterna nell’Anno Missionario Agostiniano Recolletto. Partendo dalla sua esperienza a Chota e Chachapoyas, incoraggia tutta la famiglia recolletta a vivere con disponibilità e spirito missionario. 

Febbraio 2026, Anno missionario Agostiniano Recolletto.

Cara famiglia agostiniana recolletta:

Sono stato invitato, nella mia condizione di missionario, a indirizzare una lettera alla famiglia agostiniana recolletta. Comprendo che si desideri un contributo, in questo anno specialmente missionario, per mantenere vivo e accrescere quello spirito che ha animato la vita della comunità nel corso degli oltre quattro secoli della sua vita istituzionale.

Inizierò con una breve presentazione e dirò che il mio nome è Emiliano A. Cisneros, nato in Spagna ottant’anni fa, che ho sentito l’attrattiva per le missioni – nel senso tradizionale dell’espressione – fin dall’infanzia; che il Signore mi ha orientato verso la famiglia recolletta quando ne ignoravo l’esistenza – sono le sue vie – e in essa mi sono sentito, come a casa, fino ad oggi. Nei seminari ho avuto il primo incontro con religiosi che avevano servito la Chiesa nelle avanguardie missionarie dell’Ordine e da loro ho iniziato ad ascoltare e amare nomi di persone e luoghi che in seguito hanno fatto parte della mia vita e del mio apostolato. Compiute le tappe formative nei seminari dell’Ordine, sono arrivato alla missione di Chota, in terra peruviana, cinquantasette anni fa, e in quelle stesse terre continuo nell’ultimo tratto della vita.

Nel corso degli anni mi è toccato prestare nella missione i servizi di vicario parrocchiale, parroco, compiti di formazione, animazione e governo, fino a quello di vescovo missionario e di diocesi. Ho servito in ambito rurale e urbano, in grandi città e in altre di minor rilievo, quasi sempre tra i semplici e i poveri di Yahvè. Mi è toccato viaggiare per molte ore a dorso di mulo e a cavallo, e con veicoli fuoristrada, lungo sentieri elementari e alti precipizi… Una vita ricca di esperienze e servizi.

La cosa più importante è stata annunciare in ogni tempo e luogo Gesù Cristo, il Salvatore universale. Nel corso degli anni ho cercato di lasciarmi guidare dal Signore che è colui che chiama e conduce; un Signore a cui piacciono le sorprese, o almeno così l’ho percepito io; che ci tira fuori dalle nostre sicurezze; che ci tiene permanentemente in cammino e che non ci lascia mai soli. La sua promessa di essere con noi tutti i giorni la va compiendo giorno dopo giorno.

Ciò che si aspetta dal chiamato è la disponibilità, che è consegna della propria volontà per essere pronti a ciò che Lui vuole, quando e dove vuole. Così si va costruendo la vita del religioso e specialmente del religioso che si sente chiamato e inviato da Qualcuno che è al di sopra di tutto e di tutti. E questo deve essere il missionario.

Mi sembra opportuno sottolineare, rivolgendomi ai lettori laici, che la vocazione missionaria non è di pochi chiamati in modo speciale. Dobbiamo avere sempre più chiaro che ognuno ha una vocazione da Dio, non solo i sacerdoti e i religiosi, e che ogni vocazione comporta una missione, diversa per ciascuno, secondo il proprio stato, età e condizione. È importante intendere così la nostra vita e sforzarci di viverla a partire da questa relazione e dipendenza basilare e fondamentale rispetto al Signore.

Affermando questo, penso a quella moltitudine crescente di giovani e confratelli, chiamati anch’essi dalla loro vocazione battesimale e dalla spiritualità agostiniana recolletta a sapersi e sentirsi missionari in accordo con la propria e specifica vocazione. Il potenziale missionario che essi devono apportare arricchirà lo spirito missionario della famiglia agostiniana recolletta e ravviverà ulteriormente quello dei consacrati, uomini e donne. Così spero e desidero.

Con il mio affetto fraterno e la mia benedizione.

Fr. Emiliano A. Cisneros, oar

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