Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Ezechiele Moreno: una vita che grida l’integrità come unica via

Un santo recolletto ha una parola in questo Giorno Internazionale contro la Corruzione, ferita sempre aperta e piaga che erode la fiducia nelle istituzioni, impedisce la giustizia sociale e avvicina molti a ideologie populiste o estreme.
Giornata internazionale contro la corruzione 2025.

San Ezechiele Moreno (1848-1906), missionario e vescovo agostiniano recolletto, protettore dei malati di cancro, non tacque di fronte alle ingiustizie, al punto da avere seri scontri con le autorità. La sua vita fu un esempio di austerità e di difesa della verità in tempi convulsi.

Non meno convulso è il nostro tempo, né meno bisognoso che la verità prevalga. La corruzione è una ferita che non si rimargina, presente in ogni tempo e luogo. Sape la fiducia nelle istituzioni e rende inutile qualsiasi altra azione politica, per quanto buona sia. È alimento di polarizzazione e disaccordo.

Transparency International pubblica il suo Indice di Percezione della Corruzione che va da 0 (assolutamente corrotto) a 100 (assolutamente pulito). Nel 2024 ha misurato 180 paesi, con una media di punteggio di 43. Due terzi (122) non raggiungono i 50 punti e solo 21 superano i 70. L’unico paese dove è presente la Provincia di San Nicola da Tolentino in questa fascia è il Regno Unito (71 punti).

Da dove nasce la corruzione? La risposta è nell’interiorità della persona. Quando si sceglie al di sopra di ogni valore la brama di potere e di ricchezza, è necessario nascondere l’empatia, l’onestà o la solidarietà, e la persona si lancia a braccia aperte in un circolo vizioso di corruzione crescente che distrugge tutto.

La Famiglia Agostiniano-Recolletta, per celebrare questo giorno, presenta un riferimento di trasparenza, impegnato con la verità, l’austerità e la solidarietà effettive. San Ezechiele Moreno visse guerre e tensioni sociali, e la sua risposta fu difendere la giustizia, la verità e la dignità umana. Si dedicò alle vittime della corruzione, agli impoveriti e ai malati, e promosse senza sosta la riconciliazione.

Raccontava il suo primo biografo, Toribio Minguella, che “non portava mai denaro con sé, nemmeno durante i viaggi. Alloggiava in conventi poveri, mantenendosi come un religioso e in altri mille modi che il suo amore per la povertà gli suggeriva”. Questo era accompagnato dalla solidarietà. Nelle Filippine, in Spagna e in Colombia fu molto attivo di fronte a carestie, pestilenze e guerre. Diceva una testimone: “In quei tempi difficili, le sue penitenze erano ancora più rigorose”.

“L’unica questione è servire Dio come Lui vuole”, scrisse nel 1904, rendendo nota la sua scelta per la semplicità e la dedizione totale a Dio e agli altri. La sua vita austera e la sua fermezza morale contrastavano con qualsiasi forma di corruzione o abuso di potere. Nelle sue lettere si leggono frasi come queste:

  • “Fai tutto con amore, perché l’amore rende prezioso ciò che è semplice”.
  • “Non voglio ricchezze né onori, voglio anime per Dio”.
  • “La vera grandezza si trova nel servire gli altri”.

San Ezechiele Moreno è luce per situazioni concrete di oggi. La sua difesa della giustizia e della verità chiede di affrontare ogni violenza o impunità con fermezza etica, perdono e pace. Il suo amore per i vulnerabili ricorda che oggi dobbiamo proteggere e prenderci cura della nostra Casa Comune di fronte a interessi corrotti e avidi. La sua vita austera e onesta invita a superare materialismi, consumismi e false necessità create che possono essere risolte solo trovando denaro ovunque, anche nella corruzione.

Trasparenza e impegno, come dimostrò san Ezechiele Moreno, sono gli atteggiamenti che pongono fine alla corruzione: “La verità non si negozia, anche se costa la vita”, disse. La sua voce e la sua vita dicono che l’integrità è possibile.

Condiviere:

iscriviti alla nostra newsletter