I cinque giorni di ritiro presso la Talavera House of Prayer si sono trasformati in un viaggio interiore condiviso: un pellegrinaggio di silenzio, comunione e rinnovamento per dei fratelli che desiderano servire la Chiesa a partire dal carisma agostiniano recolletto.
Sono state giornate semplici, segnate dalla preghiera, dall’ascolto e dalla fraternità. Ogni giorno ci ha portato a riscoprire ciò che sostiene la nostra vocazione e dà forma alla nostra vita consacrata.
1. La Recollectio, centro della nostra identità
Attorno al silenzio e all’interiorità, siamo tornati all’essenziale: riconoscere la presenza di Dio che abita nel profondo e lasciarci plasmare da Lui.
La recollectio è apparsa di nuovo come qualcosa di più di un metodo spirituale: è un modo di essere.
Un cuore interiore, attento, disponibile. Una vita centrata su ciò che è veramente necessario. Un cammino dove la preghiera è fonte di missione e la permanenza in Cristo rinnova la mente e il cuore.
2. Un cammino di conversione
Siamo stati invitati a “tornare al cuore”, a riunire davanti a Dio i nostri pensieri dispersi e a permettergli di condurci verso un’autentica metanoia. Non si è trattato di cambiare le circostanze, ma di lasciarci cambiare da Lui.
3. La comunione, dono che ci sostiene
In questi giorni abbiamo scoperto, ancora una volta, che nessuno compie il pellegrinaggio da solo. La speranza si percorre in comunità. Ascoltare, sostenere, comprendere e riconciliarci tra fratelli è stato il terreno dove la grazia è tornata a germogliare e l’unità si è rafforzata.
4. Sinodalità: discernere e camminare insieme
Come Pellegrini della Speranza, ricordiamo che la Chiesa ci chiama oggi ad avanzare uniti, a discernere insieme e a rinnovare la nostra missione a partire dalla contemplazione che si trasforma in servizio. La sinodalità non è un programma: è uno stile di vita che nasce dal Vangelo.
5. La fedeltà quotidiana, fonte di rinnovamento
Il vero rinnovamento non arriva di solito tra grandi eventi, ma in quel “sì” silenzioso che offriamo ogni giorno: sì al servizio, sì al perdono, sì alla pazienza, sì all’amore.
Un ritorno a casa
Il ritiro è stato, in molti sensi, un ritorno alla casa: al cuore di Dio e alla radice della nostra vocazione.
Nel silenzio, nella condivisione fraterna, nell’ascolto della Parola, nell’Eucaristia, nella gioia semplice di stare insieme… lì ha parlato il Signore.
Ci ha ricordato chi siamo: uomini consacrati per la sua missione, discepoli chiamati a camminare con umiltà, pellegrini custodi della speranza. Ogni insegnamento, ogni preghiera, ogni pausa si è trasformata in un invito a ricominciare, a bere alle fonti della grazia, a lasciare che lo Spirito Santo rinnovi ciò che è stanco e ad aprire spazio affinché Cristo abiti più profondamente.
Non torniamo solo riposati: torniamo raccolti, più radicati in Dio, più uniti come comunità e più disponibili per la missione affidata a ciascuno.
Ringraziamenti
Al Signore, che ci ha riuniti, ha parlato ai nostri cuori e ha rinnovato il nostro spirito.
Al nostro maestro di ritiro, la cui saggezza e serenità ci hanno aiutato ad approfondire la nostra identità di agostiniani recolletti e Pellegrini della Speranza.
Alla comunità della Talavera House of Prayer, per la sua ospitalità silenziosa e la sua atmosfera di preghiera.
A ogni fratello, per l’apertura di cuore, la sincerità nella condivisione e la fraternità che ha reso questi giorni un vero tempo di grazia.
Che, tornando alle nostre missioni, portiamo con noi uno spirito rinnovato: più raccolto, più umile, più interiore, più pieno di speranza.
Che i frutti di questi cinque giorni ci spingano a servire il Popolo di Dio con maggiore compassione, unità e dedizione.



