Un segno che rivela: non basta il miracolo, serve la luce
Ci troviamo di fronte alla narrazione di uno dei 7 segni del Vangelo di San Giovanni, la guarigione di un cieco nato; e sebbene potremmo chiamarlo “miracolo”, come tante altre narrazioni di ciechi che vengono guariti negli altri Vangeli, la particolarità di questo ci invita ad approfondirlo nello stile di un segno; perché scopriamo in questa azione un significato più grande, perché questo fatto sembra racchiudere un messaggio che ha a che fare con le nostre vite. Prestiamo attenzione a questo evento che ci narra il Vangelo di San Giovanni e lasciamo che la luce di Gesù offerta in esso guarisca la nostra cecità; infatti, dobbiamo sapere che pur essendo testimoni oculari di un segno, senza la luce di Gesù, ci è difficile vedere la realtà più autentica di esso; e la nostra visione, anche se abbiamo gli occhi aperti fin dalla nascita, non riesce a vedere nel profondo di alcune realtà se non entriamo nel dinamismo della manifestazione dell’opera di Dio. Che impariamo a sapere che Dio può manifestarsi a noi in segni, ma dobbiamo avere la sua luce per vederlo! Che attraverso questo episodio del Vangelo possiamo conoscere di più Gesù, luce del mondo, che è venuto a dare la vista a coloro che non vedono.
Dal “parlare di peccato” al riconoscere l’opera di Dio
All’inizio di questo episodio Gesù passa e nel suo cammino vede un cieco nato; Lui non è l’unico a vedere il cieco, anche i discepoli lo vedono; ma dove loro vedono l’opportunità di parlare di peccato, Gesù vede l’opportunità di parlare della manifestazione dell’opera di Dio. Quanta differenza di approccio nella stessa realtà! Subito dopo, Gesù fa del fango con la saliva, glielo spalma sugli occhi e gli dice di lavarsi; il cieco nato fa esattamente ciò che gli dice Gesù e al suo ritorno, sebbene torni con la vista, non vede Gesù da nessuna parte, non lo incontra. E qui inizia una serie di comparizioni per l’uomo che ha appena aperto gli occhi; l’uomo viene messo alla prova nella sua conoscenza, gli chiedono: chi è, cosa gli è successo, chi è e dov’è colui che gli ha aperto gli occhi, e l’uomo risponde parzialmente; tuttavia, man mano che il processo avanza, l’uomo riconosce la manifestazione dell’opera di Dio in lui. Ancor di più, quest’uomo a cui avevano messo il fango, si lava e ora vede; smette di menzionare a coloro che lo interrogano i fatti così come sono accaduti, fatti che si possono vedere ma che per loro sono privi di significato!; quest’uomo che era stato catalogato a partire dal peccato fin dalla nascita, ora affronta coloro che gli chiedono spiegazioni ed è capace di dare loro lezioni sul potere di Dio; quest’uomo è, praticamente, un uomo nuovo, ma i farisei e i giudei che sono lì non lo vedono così e per questo lo espellono e lo rifiutano. Non vedono oltre ciò che la loro visione ha sempre presentato loro!
Genitori con timore, figlio con coraggio: la fede che impara a vedere
In questa sezione del Vangelo, inoltre, colpisce l’atteggiamento assunto dai genitori dell’ex cieco in contrasto con l’atteggiamento assunto dal figlio stesso quando interrogato dai giudei; e già allora, come ora, essere in relazione con Gesù può significare nuotare controcorrente, ma è lì che dobbiamo lasciare che la luce di Gesù ci dia la visione e affrontare qualsiasi oscurità; solo allora riusciamo a fare il passo e a vedere veramente Gesù, come accade nel seguito dell’episodio; infatti, Gesù incontra di nuovo quest’uomo e questa volta instaura un dialogo con lui. E sebbene a suo tempo, Gesù lo abbia contattato principalmente attraverso una serie di gesti, qui lo fa più direttamente, a questo punto entrambi si vedono e la relazione tra quest’uomo e Gesù si trasforma. Ora questa è una relazione di fiducia e mutua accoglienza; da ora in poi quest’uomo, prima cieco nato, non solo sarà capace di vedere Gesù, ma anche attraverso questa visione crede in Lui. Ora, al di là di avere gli occhi aperti, è la fede che permette a quest’uomo di vedere una nuova luce che ha trasformato tutto il suo mondo, luce rinnovatrice, luce che trionfa di fronte alle chiarificazioni.
