Ci sono preparativi che non compaiono in nessuna fotografia.
Mentre alcuni fratelli ultimano i bagagli per viaggiare da diversi paesi, altri preparano gli spazi dove avranno luogo le sessioni capitolari. C’è chi rivede i documenti, chi coordina l’accoglienza, chi rifinisce gli ultimi dettagli della liturgia e chi, semplicemente, prega.
A prima vista potrebbe sembrare che si stia organizzando un incontro come tanti altri.
Ma un Capitolo Provinciale non inizia mai quando si apre la prima sessione.
Inizia molto prima.
Inizia quando una Provincia decide di fermarsi per ascoltare.
Tra pochi giorni avrà inizio il XXXVIII Capitolo Provinciale della Provincia San Tommaso da Villanova. Durante diverse giornate, i capitolari dedicheranno tempo alla preghiera, al dialogo e al discernimento per cercare insieme il cammino che il Signore continua a indicare per la vita e la missione della Provincia.
Tuttavia, il vero cammino è iniziato mesi fa.
È iniziato in ogni comunità che ha pregato per i frutti del Capitolo. Nei religiosi che hanno preparato questo tempo a partire dalla riflessione e dallo studio. Nei laici, giovani, fraternità, scuole, parrocchie e opere sociali che, in diversi modi, hanno accompagnato questo processo con la speranza di continuare a costruire una Provincia fedele al Vangelo e al carisma di sant’Agostino.
Una ricerca che appartiene a tutti
Sebbene il discernimento capitolare spetti direttamente ai religiosi convocati, il Capitolo non è mai un avvenimento isolato dal resto della Provincia.
Le sue decisioni raggiungono la vita delle comunità, orientano la missione evangelizzatrice, rafforzano i processi formativi, danno impulso a nuovi progetti pastorali e rinnovano il servizio che la Provincia presta alla Chiesa nei diversi paesi in cui è presente.
Per questo, in qualche modo, tutta la famiglia agostiniano-recoletta aspetta questo momento.
Lo aspetta chi insegna ogni mattina in una scuola.
Chi accompagna una fraternità.
Chi anima un gruppo della JAR.
Chi serve in una parrocchia.
Chi lavora in un’opera sociale.
Chi prega in silenzio per i frutti del discernimento.
Tutti fanno parte di una stessa storia.
Sant’Agostino ricordava ai suoi fratelli: «Cerchiamo come cercano quelli che non hanno ancora trovato, e troviamo con il desiderio di continuare a cercare» (De Trinitate, IX, 1, 1). Forse questo atteggiamento descrive meglio di ogni altro cosa significhi un Capitolo Provinciale: non la certezza di avere tutte le risposte, ma l’umiltà di continuare a cercare insieme la volontà di Dio.
Preparare il cuore
In un’epoca che solitamente valorizza la rapidità, i risultati immediati e le risposte definitive, la Chiesa continua a credere in qualcosa di profondamente controculturale: fermarsi per discernere.
Ascoltare prima di decidere.
Pregare prima di parlare.
Cercare il bene comune prima delle preferenze personali.
Questo richiede molto più di una buona organizzazione.
Richiede un cuore disponibile.
Perché il discernimento cristiano non consiste unicamente nello scegliere tra diverse possibilità. Consiste nell’imparare a riconoscere dove continua a passare oggi lo Spirito Santo.
E questo ascolto è possibile solo quando esiste una comunità capace di dialogare con libertà, di correggersi con carità e di cercare unita ciò che più conviene al Vangelo.
Questa è, in fondo, la grande sfida che inizia lunedì prossimo.
Un tempo di grazia per tutta la Provincia
Durante i prossimi giorni ci saranno riunioni, votazioni, riflessioni e decisioni importanti. Ma nessuna di esse avrebbe senso se prima non esistesse una profonda disposizione interiore a lasciarsi condurre da Dio.
I capitoli si concludono.
I documenti si archiviano.
I governi passano.
Ciò che rimane è una Provincia che non smette mai di chiedersi verso dove la chiama oggi il Signore.
Tra pochi giorni si apriranno le porte dell’aula capitolare. Inizieranno i dialoghi, le votazioni e il discernimento comunitario. Tuttavia, forse il momento più decisivo del Capitolo non accadrà davanti a tutti, ma nel silenzio del cuore di ogni capitolare.
Quell’istante in cui, davanti a Dio, ognuno sia capace di ripetere le stesse parole di Gesù:
«Non sia fatta la mia volontà, ma la tua» (Lc 22,42).
Perché il vero discernimento inizia proprio lì: quando si rinuncia alle proprie sicurezze per lasciare spazio all’azione dello Spirito Santo.
Solo allora una comunità può ascoltare con libertà, decidere con speranza e camminare unita verso il futuro che Dio le propone.
E forse questo è il modo migliore per iniziare un Capitolo Provinciale.
Non con tutte le risposte.
Ma con la fiducia che lo Spirito continua a guidare la sua Chiesa.
Perché, quando una comunità osa cercare sinceramente la volontà di Dio, il futuro smette di essere un’incertezza per diventare, ancora una volta, una promessa.



