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GIORNO 1 — L’unità implica il rispetto della diversità

Sant'Agostino insegna che l'unità cristiana non è uniformità: è comunione che rispetta la diversità dei carismi. Prima chiave dell'Ottavario per l'Unità.
Mosaico di Gesù Cristo all'interno della Moschea di Santa Sofia. Istanbul, Turchia

In questo Ottavario per l’Unità dei Cristiani, Fra Enrique Eguiarte ci accompagna con sette chiavi di sant’Agostino per comprendere e vivere un’unità che non uniforma, ma che integra i doni e i carismi nella comunione.

Unità dei cristiani: sant’Agostino e il rispetto della diversità nella Chiesa

L’unità per sant’Agostino non significa uniformità, ovvero che tutti siano “tagliati con lo stesso stampo”. Si tratta del fatto che ognuno nella comunità della Chiesa possa apportare la ricchezza del dono e del carisma che ha ricevuto. Che si possa distinguere tra gli elementi essenziali in cui deve esistere l’unità, e gli elementi accidentali o secondari in cui può esistere la libertà. Per questo sant’Agostino paragonava la Chiesa a una tela, in cui ci sono fili di diversi colori, e nonostante la varietà dei colori, l’unità non si rompe, ma la varietà arricchisce l’unità. E in questa unità — continua dicendo sant’Agostino proseguendo con il suo esempio della tela — i fili forti sostengono i fili più deboli, il tutto senza rompere l’unità (cf. adn. Iob 38). Nessuno deve separarsi dalla Chiesa, ma deve apportare il proprio dono e il proprio carisma arricchendo gli altri, e lasciandosi edificare dagli altri. Così la Chiesa unita si trasforma in una Schola amoris, in una Scuola di amore, dove gli uni imparano dagli altri e ci arricchiamo reciprocamente, crescendo insieme verso Dio.

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