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La Festa della Creazione in Cristo: un invito a custodire la casa comune dalla fede

Cos'è la Festa della Creazione in Cristo? Fr. Jaazrael Jakosalem spiega il significato teologico dell'1 settembre, la relazione tra creazione e redenzione, il messaggio di Papa Leone XIV e l'impegno cristiano per la cura della casa comune.
International day of peace or world peace day, symbol of peace - pigeon

Fr. Jaazeal Jakosalem, OAR, presidente di ARCORES Internazionale e consigliere del Priore Generale, riflette sul significato della nuova Festa della Creazione in Cristo, celebrata l’1 settembre all’interno del Tempo del Creato. Alla luce della Sacra Scrittura, della Laudato si’ e del messaggio di Papa Leone XIV per l’XI Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, l’autore mostra come la contemplazione di Cristo Creatore conduca a una spiritualità che unisce creazione, redenzione, ecologia integrale e impegno per la pace.

Cos’è la Festa della Creazione in Cristo? Perché la Chiesa celebra l’1 settembre la cura del creato? Questo articolo spiega l’origine, il significato e la dimensione teologica di questa celebrazione, mettendo in relazione la creazione, la redenzione, l’ecologia integrale e l’impegno cristiano per la pace e la cura della casa comune.

L’1 settembre segna un’evoluzione significativa nella tradizione ecumenica: il passaggio da una giornata di preghiera per il Creato a una Festa della Creazione in Cristo. Questo cambiamento riflette un crescente consenso tra le denominazioni cristiane per integrare la responsabilità ecologica direttamente nella vita liturgica della Chiesa. Radicata nel dialogo ecumenico, la festa evidenzia la dimensione cristologica della creazione. Come osserva Papa Francesco nella Laudato si’, tutta la realtà materiale scopre il suo vero scopo attraverso il Verbo incarnato, che ha assunto forma fisica e ha piantato nell’universo materiale

«un seme di trasformazione definitiva» (LS 235).

Collegare la creazione alla redenzione

L’anno liturgico occidentale —strutturato dal Calendario Romano Generale e dal Lezionario Comune Riveduto— cerca di guidare i credenti attraverso la pienezza della fede cristiana. Tuttavia, un aspetto cruciale della teologia rimane notevolmente assente dal suo ciclo annuale: una festa dedicata specificamente al ruolo diretto di Cristo nella creazione dell’universo.

La Scrittura afferma esplicitamente che «tutte le cose sono state create per mezzo di lui» (Colossesi 1,16; Giovanni 1,3), ponendo il Logos divino all’origine stessa dell’esistenza. Omettendo una celebrazione dedicata a Cristo Creatore, i calendari liturgici moderni trascurano un preludio vitale al mistero pasquale e perdono una preziosa opportunità per invitare i fedeli alla contemplazione intenzionale della Parola cosmica.

Questo approccio cristocentrico offre una soluzione educativa e spirituale convincente per le chiese contemporanee. Questa celebrazione servirebbe come un potente strumento catechetico, aiutando i credenti a comprendere la relazione tra Creazione e Redenzione.

Come riconobbero i primi Padri della Chiesa, come Sant’Ireneo, gli atti di Dio di creare il mondo e di salvare l’umanità sono profondamente intrecciati: lo stesso Verbo eterno che ha creato l’universo è colui che interviene nella storia umana per restaurarla. Istituire una celebrazione specifica radicherebbe la dottrina della salvezza nel grande ambito dell’opera creatrice originale di Dio, ricordando ai fedeli che la Redenzione è il culmine, e non la sostituzione, della Creazione.

Questa visione teologica evidenzia il profondo mistero di Gesù Cristo come Creatore eterno e creatura finita. Celebrando la duplice identità di Cristo, le comunità cristiane possono coltivare una comprensione più ampia dell’Incarnazione e della Risurrezione. Nel documento approvato Messa per la cura del creato, la preghiera colletta dice:

«Dio Padre nostro, che in Cristo, il primogenito della creazione, hai creato tutte le cose…».

Onorare Cristo come fonte di ogni vita fonda il culto cristiano nella realtà materiale del mondo e offre una visione integrale del rapporto costante del Dio Trino con tutta la creazione.

Papa Leone XIV e la sfida ecologica del nostro tempo

Riflessioni sulla sfida ecologica di Papa Leone XIV

Il messaggio di Papa Leone XIV per l’XI Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato 2026 offre un contributo tempestivo all’ecoteologia e alla giustizia sociale, collegando direttamente la protezione dell’ambiente alla demilitarizzazione.

Basandosi su Isaia 2,4 —«Trasformeranno le loro spade in aratri»—, il Pontefice amplia il quadro cattolico dell’ecologia integrale, illustrando come il conflitto armato e la distruzione ambientale sorgano dalla stessa falla morale. La guerra si presenta non solo come una tragedia geopolitica, ma anche come una catastrofe ecologica che avvelena il suolo, contamina l’acqua e destabilizza gli ecosistemi.

Collegando il degrado ambientale direttamente alla sofferenza umana e all’aggressione militare, il messaggio afferma che la cura genuina della nostra casa comune è fondamentalmente incompatibile con la militarizzazione globale.

Al centro di questa visione si trova un appello urgente a riorientare le risorse globali, allontanandole dalle armi da guerra e destinandole allo sviluppo umano integrale. Papa Leone XIV esorta la comunità internazionale a trasformare la macchina di distruzione in strumenti per la coltivazione, la nutrizione e il recupero ecologico. Raggiungere questo obiettivo richiede di sostituire la geopolitica aggressiva con il dialogo, la pazienza, la giustizia e la misericordia. Riassegnare i bilanci militari al ripristino ambientale e alla lotta contro la povertà rompe il circolo vizioso in cui la scarsità di risorse alimenta il conflitto, che a sua volta devasta ulteriormente la biosfera.

Così, il Pontefice sottolinea che le crisi ecologiche esterne riflettono una siccità spirituale interiore. Ispirandosi all’osservazione di Papa Benedetto XVI sulla crescente desertificazione del mondo, il testo sottolinea che la pace duratura richiede una conversione interiore del cuore. Un’amministrazione fedele deve proteggere tre ambiti interconnessi: il mondo naturale, le relazioni umane e la vita spirituale individuale. Transitando «dal deserto al giardino» mediante decisioni personali e riforme sistemiche, i credenti collaborano con Dio e dimostrano che la fioritura planetaria e la pace mondiale sono inseparabili.

Celebrare la creazione con la vita e l’impegno cristiano

Il tema adottato per il Tempo del Creato è: Acqua Viva. Il nostro testo biblico per quest’anno si basa su Ezechiele 47:1-12, che descrive l’acqua vivificante di Dio che scorre dal tempio di Dio. Il fiume diventa sempre più profondo, ripristinando terre aride, rivitalizzando le acque e sostenendo ecosistemi fiorenti. Questa visione invita alla responsabilità umana: riconoscendo il danno ecologico, abbracciando l’interconnessione, siamo chiamati a immergerci nell’acqua e a salvaguardare e lavorare attivamente per il rinnovamento del creato affinché la guarigione ambientale e il benessere umano possano fiorire insieme. (www.seasonofcreation.org) Il tema collega il richiamo al ruolo creativo dell’acqua in tutta la creazione con il richiamo alla protezione ecologica. L’acqua è una benedizione che ci sostiene tutti. D’altra parte, l’acqua diventa un veicolo di distruzione quando distruggiamo la natura mancando di rispetto al suo corso naturale e rifiutando la nozione stessa del ruolo dell’umanità nella distruzione ambientale. Invochiamo questa preghiera: «Che Dio nostro Padre, che fece scaturire acqua dalla roccia, ci sostenga nel deserto. Che Cristo nostro Signore, Acqua Viva, ci rivitalizzi per l’opera di restaurazione. E che lo Spirito Santo ci porti in correnti di grazia finché la giustizia scorra come le acque e la rettitudine come un torrente inesauribile». Per non dimenticare le vittime delle catastrofiche inondazioni in Nepal e Tibet, offriamo loro le nostre preghiere e la nostra solidarietà.

Colleghiamo la Giornata Mondiale di Preghiera per il Creato con la Festa della Creazione in Cristo, come parte del Tempo del Creato. Affinché questa festa sia significativa, raccomandiamo l’uso di omelie liturgicamente adattate e preghiere specifiche, come riti introduttivi e intercessioni che affrontino problemi ambientali locali, seguite da attività comunitarie ecologiche dopo la Messa.

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