Fra Antonio Carrón de la Torre, consigliere generale e responsabile della Rete Educar, ha chiuso la XXXII edizione ringraziando per l’impegno nell’insegnamento e ricordando che la persona deve essere sempre al centro.
“Grazie”: una parola che nasce dal cuore
Alle ore 12:08, fra Antonio Carrón de la Torre, consigliere generale dell’Ordine e responsabile della Rete EDUCAR, è stato incaricato di chiudere la XXXII Aula Agustiniana de Educación.
Le sue prime parole hanno segnato il tono del commiato: “Grazie”. Una gratitudine che, come ha sottolineato, nasce dal cuore dopo oltre tre decenni di cammino condiviso. Anno dopo anno, questo incontro della famiglia educativa agostiniana è diventato un segno di comunione, visione condivisa e impulso rinnovato per chi vive l’educazione come una vera vocazione.
Il consigliere generale ha ringraziato in modo particolare il lavoro costante della commissione organizzatrice e la presenza di chi ha viaggiato da lontano per partecipare a questa edizione, sottolineando il carattere internazionale e fraterno dell’Aula.
Un contesto nuovo: intelligenza artificiale e magistero
La XXXII edizione ha avuto una sfumatura particolare: si è svolta in un momento storico in cui la Chiesa riflette attivamente sull’intelligenza artificiale e sulle sue implicazioni etiche e sociali. Fra Antonio ha ricordato come il Papa abbia insistito sul fatto che, di fronte a questa nuova rivoluzione tecnologica, la persona deve rimanere sempre al centro.
L’intelligenza artificiale — ha affermato — è uno strumento, un mezzo al servizio dell’essere umano. E agli educatori spetta un compito decisivo: formare coloro che utilizzeranno questa tecnologia.
“Non perdiamo la rotta: l’importante è la persona, non lo strumento”.
Durante questi giorni, le diverse relazioni hanno mostrato che non siamo di fronte a una moda passeggera, ma a una trasformazione profonda del modo di insegnare e imparare. La sfida non è decidere se l’IA verrà utilizzata o meno, ma come integrarla pedagogicamente con responsabilità, competenza professionale e criterio etico.
Intelligenza artificiale e cuore docente
Riprendendo il motto dell’edizione — intelligenza artificiale e cuore pastorale —, fra Antonio ha sottolineato che nessuna tecnologia può sostituire l’esperienza umana dell’incontro.
Un algoritmo può elaborare dati, ma non può toccare il cuore.
Uno strumento digitale può generare contenuti, ma solo un maestro può riconoscere uno sguardo inquieto.
Un sistema automatizzato può analizzare risultati, ma solo una comunità educativa può formare persone libere, solidali e aperte alla trascendenza.
L’educazione, ha ricordato, non è mera trasmissione di informazioni: è formazione integrale. Non è solo tecnica, è armonia. Non è solo innovazione, è tradizione viva che si trasmette di generazione in generazione.
Dalla spiritualità di sant’Agostino, l’insegnamento nasce dal cuore inquieto che cerca la verità. Per questo, di fronte ai progressi tecnologici, la missione non è resistere al cambiamento né assolutizzarlo, ma discernerlo.
Tre chiavi per integrare l’IA
Nella parte finale del suo intervento, ha proposto tre dimensioni per integrare adeguatamente l’intelligenza artificiale nei nostri centri:
Educare per l’IA, sviluppando competenze critiche ed etiche.
Educare sull’IA, comprendendone il funzionamento e le applicazioni.
Educare con l’IA, integrandola come strumento che migliori i processi di insegnamento e apprendimento.
Sempre, ha sottolineato, evitando di “divinizzare” gli strumenti e ricordando che il fondamento della missione educativa cristiana è Gesù Cristo, via, verità e vita.
Il futuro si scrive in aula
La chiusura è stata, più che una fine, un mandato. Il futuro dell’educazione non si deciderà solo nei laboratori tecnologici, ma nelle aule dove un docente continua a credere che ogni alunno sia unico, irripetibile e chiamato a qualcosa di grande.
“Continuiamo a educare con intelligenza — ha concluso — e continuiamo a educare con il cuore”.
Con questo orizzonte, la XXXII Aula Agustiniana de Educación si congeda riaffermando il proprio impegno: integrare innovazione e umanità, tecnica ed etica, progresso e trascendenza, senza mai perdere di vista che la persona è il centro e la ragione di ogni compito educativo.
