Cinque novizi delle Province di San Nicola da Tolentino e di San Tommaso da Villanova hanno professato i loro primi voti a Monteagudo. La celebrazione ha posto la carità al centro della vita religiosa.
Cinque nuovi agostiniani recolletti
La Basilica di Nostra Signora del Cammino, a Monteagudo (Navarra, Spagna), ha ospitato questo 1 agosto la professione semplice di fra Tomás Ibarra Trejo, fra Edwin Jesús Vargas Mora, fra Wellyton Henrique Sedassari, fra Francisco Javier Chaves Ramírez e fra Eduardo Palassi Sad Assaf, che hanno emesso pubblicamente i loro primi voti all’interno dell’Ordine degli Agostiniani Recolletti.
La celebrazione è stata presieduta da fra Carlos González Castellanos, priore provinciale della Provincia di San Nicola da Tolentino, e ha riunito un’ampia rappresentanza della Famiglia Agostiniana Recolletta. Ha partecipato anche fra José María Sánchez, vicario di Spagna della Provincia di San Tommaso da Villanova, che ha ricevuto i voti dei religiosi appartenenti alla sua Provincia.
Insieme ai cinque nuovi professi hanno partecipato alla celebrazione più di trenta religiosi di voti solenni e più di cinquanta professi semplici delle Province di San Nicola da Tolentino, Nostra Signora della Candelaria e San Tommaso da Villanova, che iniziano in questi giorni il loro corso estivo.
L’Eucaristia è stata trasmessa in diretta attraverso i social network della Provincia di San Nicola da Tolentino, permettendo a familiari, amici e comunità di diversi paesi di accompagnare questo momento decisivo nella vita dei nuovi religiosi.
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“Noi religiosi siamo chiamati a essere specialisti nel vivere l’amore di Gesù Cristo”
Durante l’omelia, fra Carlos González Castellanos ha incentrato la sua riflessione sul nucleo del Vangelo: la carità. Ha ricordato che tutta la vita di Gesù Cristo è stata segnata dall’amore per il Padre e per il prossimo, e che i religiosi sono chiamati a rendere visibile quello stesso stile di vita.
“Tutti noi cristiani siamo seguaci di Gesù Cristo e siamo chiamati a vivere l’amore secondo lo stile di Gesù. Ebbene, noi religiosi dobbiamo essere, tra tutti i cristiani, gli specialisti nel vivere l’amore di Gesù Cristo”, ha affermato.
Il Priore Provinciale ha spiegato che la vita religiosa trova il suo senso proprio in quella disponibilità ad amare con maggiore libertà, dedicando tempo a Dio e al servizio dei fratelli, specialmente di chi ne ha più bisogno.
A partire dal racconto evangelico della moltiplicazione dei pani, ha invitato a contemplare lo sguardo compassionevole di Cristo, che non resta indifferente davanti alle necessità umane, ma impegna anche i suoi discepoli nella missione di condividere.
In questo contesto, ha sviluppato una profonda riflessione sul “pane” che i religiosi sono chiamati a offrire al mondo: il pane materiale per chi manca del necessario per vivere dignitosamente; il pane del senso della vita, così necessario in una società segnata da tante ricerche e incertezze; e il Pane eucaristico, che rafforza la fede e conduce all’incontro con Dio.
Per il Priore Provinciale, la vocazione religiosa può essere compresa solo a partire da una carità concreta che si traduce in vicinanza, ascolto, servizio e dedizione quotidiana.
Ricordando sant’Agostino, ha citato una delle frasi che hanno segnato il cuore della sua predicazione:
“Aggiungi la carità e giova a tutto; togli la carità e tutto il resto non serve a nulla.”
Da questa prospettiva ha presentato anche i consigli evangelici come tre modi concreti di incarnare l’amore di Cristo: la castità come relazione profonda con Dio e con i fratelli; la povertà come libertà di condividere i beni ricevuti; e l’obbedienza come fiducia nella volontà del Signore.
Ha concluso incoraggiando i nuovi professi a vivere un’esistenza aperta al dono di sé, ricordando che il vero discepolo impara a “tendere la mano per regalare e non solo per ricevere”, facendo della carità il centro di tutta la sua vita.
Un’azione di grazie che ha attraversato i continenti
A nome dei nuovi professi, fra Edwin Jesús Vargas Mora ha rivolto alcune parole di ringraziamento in spagnolo, mentre fra Wellyton Henrique Sedassari ha fatto lo stesso in portoghese.
Entrambi hanno espresso una profonda gratitudine a Dio per la vocazione ricevuta e all’Ordine degli Agostiniani Recolletti per averli accolti e accompagnati durante l’anno di noviziato, definito come un tempo privilegiato di discernimento, crescita umana, spirituale e fraterna.
I nuovi religiosi hanno ringraziato specialmente il sostegno costante delle loro famiglie, che hanno seguito la celebrazione da Messico, Brasile, Costa Rica e altri paesi, così come l’accompagnamento dei formatori e della comunità del noviziato di Monteagudo.
Infine, hanno rivolto una semplice richiesta a tutta la Famiglia Agostiniana Recolletta: pregare per loro affinché il Signore rafforzi la chiamata ricevuta e conceda loro di perseverare con fedeltà nel cammino della vita religiosa, estendendo questa preghiera anche a tutti i religiosi dell’Ordine.
Un nuovo inizio per la missione
La professione semplice non rappresenta la meta del cammino vocazionale, ma l’inizio di una nuova tappa di sequela di Cristo secondo il carisma di sant’Agostino e la tradizione della Recolección.
Con questi primi voti, fra Tomás Ibarra Trejo, fra Edwin Jesús Vargas Mora, fra Wellyton Henrique Sedassari, fra Francisco Javier Chaves Ramírez e fra Eduardo Palassi Sad Assaf si incorporano pienamente alla vita dell’Ordine, iniziando un tempo in cui continueranno la loro formazione e preparazione per il ministero, con il desiderio di annunciare Cristo ovunque la Chiesa li invii.
Che Nostra Signora del Cammino, sant’Agostino e tutti i santi della Famiglia Agostiniana Recolletta accompagnino questi cinque nuovi professi all’inizio di questo cammino di fedeltà, servizio e carità.



