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Quaresima 2026: Tornare al Cuore con Sant’Agostino – OAR

Avanziamo in questo tempo di Grazia "Vivi la Quaresima 2026 con la Provincia della Candelaria. Scopri l'itinerario spirituale di Sant'Agostino per tornare al cuore e rinnovare la tua fede.
TITOLO TORNARE AL CUORE 1080
Uno sguardo agostiniano al cammino di Israele e alla nostra conversione, arricchito dall’appello pontificio ad ascoltare i poveri e disarmare il linguaggio.

La Quaresima è molto più di un periodo nel calendario liturgico; è una “pedagogia della grazia” che la Chiesa Madre ci offre per riorientare la nostra esistenza. Per noi, come famiglia Agostiniana Recoleta, questo tempo risuona con una forza particolare: è la chiamata a intraprendere il viaggio più lungo e difficile, il viaggio verso il proprio cuore.

  1. Le Radici Bibliche: Dal deserto di Israele al deserto di Gesù

La teologia della Quaresima affonda le sue radici nella storia della salvezza, specificamente nell’esperienza del popolo di Israele. Il numero 40 non è una cifra casuale nella Sacra Scrittura; rappresenta un tempo di prova, purificazione e preparazione per un incontro divino.

Il libro dell’Esodo narra come Israele camminò 40 anni nel deserto (Es 16, 35). Fu un tempo di spogliazione, dove il popolo dovette imparare che “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca del Signore” (Dt 8, 3). Il deserto è il luogo dove non ci sono sicurezze umane; lì, Israele dovette scegliere tra tornare alla schiavitù d’Egitto (dove c’erano cipolle, ma non libertà) o confidare nella promessa di Dio.

Gesù ricapitola questa storia nella propria carne. Prima di iniziare il suo ministero pubblico, lo Spirito lo spinge nel deserto per 40 giorni (Mt 4, 1-11). A differenza di Israele, che spesso cadde nell’idolatria e nella mormorazione, Gesù rimane fedele. Egli trasforma il deserto della tentazione nel luogo della vittoria della filiazione divina.

  1. La Quaresima in chiave Agostiniana e Pontificia: Il “Redire” e l’Ascolto

Sant’Agostino, nostro padre, ci offre una chiave di lettura essenziale per vivere questo tempo: l’interiorità. Nella sua opera De vera religione, Agostino lancia la famosa esortazione: “Noli foras ire, in teipsum redi” (Non andare fuori, torna in te stesso). Per un Agostiniano Recoleto, la Quaresima è un tempo di raccoglimento. Viviamo dispersi, frammentati dal rumore, dalle preoccupazioni e dagli attaccamenti disordinati che Agostino chiamava concupiscenza.

A questa interiorità ci convoca anche il messaggio del Papa Leone XIV per questa Quaresima 2026. Il Santo Padre sottolinea che non possiamo tornare al cuore se non coltiviamo un ascolto profondo verso Dio e, di conseguenza, verso il grido dei poveri e dei vulnerabili. La Quaresima è il tempo propizio per raccogliere i pezzi della nostra anima e unificarli nell’amore a Dio, un amore che ci spinge a non essere indifferenti davanti alle necessità dei nostri fratelli più svantaggiati.

  1. Il digiuno che disarma: Dal corpo alla parola

Agostino intendeva la vita cristiana come una peregrinatio (pellegrinaggio). Non siamo residenti permanenti di questo secolo, ma viaggiatori verso la Patria. Il digiuno, la preghiera e l’elemosina non sono fini a se stessi, ma strumenti per alleggerire il bagaglio. Come direbbe nel Sermone 210: “Il digiuno del corpo è un aiuto, ma il digiuno del cuore è la virtù”. Non serve a nulla che il corpo soffra la fame se l’anima si gonfia di superbia.

In perfetta armonia con questo “digiuno del cuore”, il Papa ci lancia dalla Santa Sede una sfida profetica: disarmare il linguaggio. Il vero digiuno in questa Quaresima consiste nell’astenerci dalle parole che feriscono, dai giudizi distruttivi e dalla polarizzazione che divide le nostre comunità. Digiunare è coltivare la gentilezza e usare le nostre parole per guarire, consolare e costruire la pace.

  1. Verso una conversione comunitaria

Infine, la Costituzione del nostro Ordine ci ricorda che non camminiamo da soli. L’esperienza del deserto si vive in comunità. Israele marciò come popolo; noi camminiamo come Chiesa e come Provincia. In questo tempo liturgico, la carità diventa il termometro della nostra penitenza. Come dice Sant’Agostino: “La misura dell’amore è amare senza misura”.

Che questa Quaresima 2026 sia per tutta la Provincia della Candelaria un tempo di grazia. Che passiamo dalla dispersione all’unità, dal rumore al silenzio abitato, e dalla schiavitù dei nostri “Egitti” personali alla libertà dei figli di Dio.

 

Riferimenti Bibliografici:

  • Bibbia di Gerusalemme (1998). Desclée de Brouwer.
  • Catechismo della Chiesa Cattolica (Numerali 540, 1438).
  • Sant’Agostino. Confessioni (Libro X). BAC.
  • Sant’Agostino. De vera religione (39, 72). BAC.
  • Ordine degli Agostiniani Recoleti. Costituzioni (Roma, 2012).
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