A un anno dalla morte di Papa Francesco, migliaia di argentini si sono riuniti in Plaza de Mayo per celebrare la sua vita e ringraziare per la sua testimonianza. La Gioventù Agostiniana Recoleta (JAR) ha partecipato a un omaggio che ha unito fede, cultura e comunità.
Questo 21 aprile, quando si compie il primo anniversario della morte di Papa Francesco, l’Argentina lo ricorda con gratitudine. Lo scorso sabato, Plaza de Mayo si è riempita di giovani, famiglie e persone di diverse sensibilità che hanno voluto celebrare la vita del primo Papa americano, il Papa vicino al popolo, quello che molti continuano a chiamare con affetto: Padre Bergoglio.
Tra i presenti c’erano i giovani della Gioventù Agostiniana Recoleta (JAR) in Argentina, che hanno vissuto questo incontro come un’esperienza di fede condivisa e di comunione ecclesiale.
Una celebrazione che parla il linguaggio dei giovani
L’omaggio è stato caratterizzato dal concerto di P. Guilherme Peixoto —conosciuto internazionalmente dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona 2023, dove è stato incaricato di svegliare i giovani per l’Eucaristia di chiusura—, che ha offerto una proposta che ha integrato musica elettronica, luci e una selezione di parole e immagini di Papa Francesco.
Il formato, profondamente connesso con la cultura giovanile, ha permesso che il messaggio del Pontefice arrivasse in modo diretto, anche a coloro che non sono abitualmente legati alla Chiesa.
“Ci rallegrava molto vedere tante famiglie, tanti giovani che si sono incontrati per rendere omaggio a Papa Francesco”, condivide Leobaldo Flores, della JAR nella parrocchia Nostra Signora della Consolazione. “Ci rimane nel cuore il suo messaggio: un messaggio vicino, d’amore, e soprattutto d’invito all’incontro personale con Gesù”.
La convocazione, particolarmente significativa per celebrarsi nella notte di un sabato, ha mostrato la forza di una figura che continua a convocare oltre i limiti visibili della comunità credente.
Un’esperienza che riunisce e sorprende
L’incontro non ha solo riunito cattolici, ma anche persone lontane dalla fede, evidenziando l’ampiezza dell’impatto di Francesco. L’esperienza comunitaria è stata uno dei tratti più rilevanti.
“Mi ha colpito moltissimo la quantità di gente che c’era, anche persone che non sono molto legate alla fede”, segnala Lourdes, di 21 anni, della comunità Betania. “Che abbiano scelto un sabato sera per essere lì dice molto di ciò che Francesco ha significato”.
Anche se non è appassionata di musica elettronica, Lourdes sottolinea l’esperienza condivisa: “È stato molto bello viverlo con i miei fratelli, con gente venuta da lontano. Non mi aspettavo che fosse un’esperienza così significativa e anche così gioiosa”.
Celebrare la vita che continua a dare frutto
Al di là del formato, il centro dell’incontro è stata la figura di Francesco e il suo modo di vivere il Vangelo: vicino, concreto, profondamente umano. Le sue parole, proiettate durante il concerto, sono tornate a risuonare come un invito attuale a incontrare Cristo e a vivere una fede incarnata.
L’alta partecipazione, il tono festivo e la profondità delle testimonianze mostrano che la sua vita continua a dare frutto nel cuore della Chiesa e del mondo.
Per i giovani della JAR, questa celebrazione è stata anche una chiamata: vivere oggi quello stesso spirito, costruire comunità e annunciare il Vangelo con creatività e vicinanza.
Una memoria grata che si fa missione
Plaza de Mayo si è così trasformata in uno spazio di Chiesa viva, dove la memoria si è fatta celebrazione e la celebrazione, impulso per il presente.
Perché celebrare la vita di Papa Francesco non è solo ricordare ciò che è stato, ma accogliere ciò che continua a essere: una chiamata alla gioia del Vangelo, all’incontro e a una Chiesa aperta a tutti.
